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I liquidatori e la notte dei morti viventi

C'è qualcosa di sinistro nel decreto legislativo sulle semplificazioni, anche se si dovrebbe trattare di un provvedimento completamente favorevole ai contribuenti. Alludiamo alle modifiche alle regole sulla responsabilità tributaria dei liquidatori delle società estinte (cioè cancellate dal registro delle imprese dopo la liquidazione). Le società che hanno terminato la fase di liquidazione dal punto di vista civilistico si estinguono alla data di cancellazione dal registro delle imprese, fatti salvi i diritti dei creditori di presentare richiesta ai soci per i propri crediti non soddisfatti entro il termine di un anno dalla cancellazione.

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L’anagrafe tributaria ed il monito di Bob Dylan

C' è una signora che si aggira confusa, senza più una relazione stabile e privata di ogni segreto: non è la protagonista di "Like A Rolling Stone", il capolavoro di Bob Dylan che compie 50 anni nei prossimi giorni, ma semplicemente di R.B., cittadina italiana, di cui si è occupata una sentenza del 2014 del Consiglio di Stato. È successo che la signora si è separata dal coniuge, e questo ha dato vita a una causa civile per la determinazione degli assegni per il mantenimento dei figli. La parte economicamente più forte della coppia era la moglie, per cui il marito ha richiesto all'amministrazione finanziaria di fornirgli tutte le informazioni relative alla posizione patrimoniale e finanziaria della signora che potevano essere di suo interesse.

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Sostegno alle start-up innovative (Smart & Start) – Dal 16 febbraio 2015 la presentazione delle domande di finanziamento a tasso zero

Con decreto del Ministro dello sviluppo economico 24 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 264 del 13 novembre 2014, è stato riordinato il regime di aiuto denominato Smart&Start (di cui ai decreti ministeriali 6 marzo 2013 e 30 ottobre 2013), che è ora finalizzato a sostenere la nascita e lo sviluppo delle start-up innovative (come definite dall'art. 25, comma 2, del decreto-legge n. 179/2012 e iscritte nell'apposita sezione del Registro delle imprese) ed è applicabile sull'intero territorio nazionale.

Il nuovo intervento prevede l'agevolazione di programmi d'investimento e costi d'esercizio realizzati e sostenuti nell'ambito di piani d'impresa:
- caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico e innovativo, e/o
- mirati allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell'economia digitale, e/o
- finalizzati alla valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata.

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Voucher per la digitalizzazione di Micro e PMI - Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo

Il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, ha adottato il decreto attuativo che ha istituito, a beneficio delle micro, piccole e medie imprese, un voucher di importo non superiore a 10.000 euro (pari al massimo al 50% della spesa prevista) per l'adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico.
 Manca ora il provvedimento direttoriale che definirà l'apertura dei termini per la 
presentazione delle domande e la modulistica da presentare.

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Se il fisco manda in scena il teatro dell’assurdo

A volte sembra che il fisco italiano sia al centro di una grande rappresentazione teatrale, seppure con un numero piuttosto ristretto di protagonisti. Facciamo l'esempio di un primo atto, con tre scene ambientate nei primi mesi del 2014.
Gli amministratori di un ente non commerciale (una fondazione, un trust) incontrano il loro commercialista: l'ente possiede una partecipazione in una società italiana che intende distribuire dividendi. Il commercialista non ha dubbi: l'ente tasserà il 5% del dividendo incassato, e dato che l'Ires è al 27,5, il livello di tassazione finale sarà pari all'1,375 per cento. Forti di questa risposta, gli amministratori decidono di dare parere favorevole alla partecipata, che distribuisce i suoi dividendi.

Nella seconda scena, a maggio 2014, una società estera si rivolge a un commercialista italiano per pianificare investimenti produttivi nel nostro paese. Tra le varie domande rivolte al consulente, una riguarda l'Irap. Puntuale la risposta: grazie a un decreto appena entrato in vigore (il Dl 66/14), l'aliquota Irap è ridotta al 3,5 per cento. L'impresa straniera decide di costituire una società in Italia, e inizia a lavorare.
Nella terza scena, è autunno inoltrato. una compagnia di assicurazione contatta gli eredi di un proprio assicurato, appena defunto, beneficiari di una polizza sulla vita. Questi chiedono se dovranno pagare imposte sulle somme che riceveranno e il funzionario della compagnia li rassicura: tutte le somme saranno esenti da imposta.
A questo punto si passa al secondo atto: le cose si capovolgono e tra i protagonisti va in scena un dialogo cosi surreale da far impallidire Samuel Beckett e il suo teatro dell'assurdo.

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La “moratoria ABI” sui mutui e sui contratti di leasing finanziario

Una delle agevolazioni previste dall'Accordo per il Credito, raggiunto il 1° luglio 2013 dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI) e dalle Associazioni dei rappresentanti delle imprese è la moratoria sui mutui e sui contratti di leasing finanziario. L'agevolazione, la cui scadenza originaria era il 30 giugno del 2014, è stata prorogata dall'ABI nel corso dell'estate per ulteriori sei mesi e spirerà, pertanto, il 31 dicembre 2014.

Come noto, l'Accordo per il Credito permette alle piccole e medie imprese di richiedere alle banche ed agli intermediari finanziari aderenti all'accordo:
• la sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate dei mutui a medio-lungo termine;
• la sospensione per 12 mesi della quota capitale dei canoni di leasing finanziario immobiliare;
• la sospensione 6 mesi della quota capitale dei canoni di leasing finanziario mobiliare;
• l'allungamento della durata dei contratti di mutuo ipotecari e chirografari;
• l'allungamento delle scadenze del credito a breve termine per esigenze di cassa e del credito agrario di conduzione;
• un finanziamento proporzionale all'aumento dei mezzi propri realizzati dall'impresa.

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HORIZON 2020 - Il Programma Quadro europeo per la Ricerca e l'Innovazione (2014 - 2020)

Horizon 2020 è lo strumento di finanziamento alla ricerca scientifica e all'innovazione della Commissione europea che ha un budget stanziato tra i più alti del mondo: quasi 80 miliardi di euro, per 7 anni (2014 al 2020). I fondi stanziati sono a gestione diretta. Il nuovo Programma sarà infatti attivo dal 1° gennaio 2014 fino al 31 dicembre 2020, e supporterà l'UE nelle sfide globali fornendo a ricercatori e innovatori gli strumenti necessari alla realizzazione dei propri progetti e delle proprie idee.

Possono partecipare tutte le persone fisiche o giuridiche (es. imprese, piccole o grandi, enti di ricerca, università, ONG, ecc.) indipendentemente dal loro luogo di provenienza.

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Perché i Business Model falliscono? I 4 motivi principali

"Ci sono molte ragioni per le quali un business model fallisce. Comprenderli può aiutarci a gestire meglio i rischi"
- Alexander Osterwalder -

Chi ha provato a trasformare un'idea in un progetto si è sicuramente concesso quella sensazione di euforia iniziale che accompagna questa fase: tutto sembra funzionare nella propria testa e, nonostante si presentino i potenziali rischi, sembrano sempre pensieri marginali.
Eppure i business model continuano a fallire. Perché?

Osterwalder cita 4 motivi principali

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Perché per il successo aziendale è fondamentale il Business Design?

Affideresti i tuoi investimenti a un consulente finanziario che dice solo di avere "una buona idea" su come farli fruttare? Lasceresti costruire la nuova casa per la tua famiglia a un architetto che come progetto ti mostra un misero scarabocchio?

Ovviamente no.

Eppure, nella dimensione aziendale, per qualche strana ragione non sempre viene applicata la stessa evidente logica.

Il Business Design si occupa di Disegnare e costruire professionalmente ed efficacemente un Modello di Business che funzioni, che sia solido e che ottenga più facilmente i risultati previsti, oltre a esprimere quel giusto grado di innovazione tale da renderlo, da un lato, potentemente differenziante per l'azienda rispetto ai suoi competitor, e dall'altro, sufficientemente attraente e comprensibile per il segmento dei clienti a cui si rivolge.

Il processo del Business Design, costituito da decine di modelli etoolspossibili, solitamente include 3 punti-chiave, che spesso si manifestano come fasi ricorsive e circolari: Ideazione – Progettazione – Verifica.

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Strumenti di supporto allo start up di impresa e crowdfunding

Con l'obiettivo di rendere il nostro Paese un ambiente più ospitale per le start up, la Legge 221/2012 - che ha convertito il Dl Crescita 2.0 - introduce per la prima volta nell'ordinamento del nostro Paese la definizione di nuova impresa innovativa: per questo tipo di impresa viene predisposto un quadro di riferimento articolato e organico a livello nazionale che interviene su materie differenti come la semplificazione amministrativa, il mercato del lavoro, le agevolazioni fiscali, il diritto fallimentare.

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